Le Rose



La coltivazione di queste piante è molto antica ed essa è probabilmente originaria dell’Asia. Molti scrittori ci testimoniano la passione e l’entusiasmo con la quale Greci e Romani ne curarono la coltura, mentre, nei secoli successivi, gli Arabi introdussero nei giardini nuove specie, tra le quali la Rosa di Damasco.

Verso la fine del diciottesimo secolo dall’Oriente, vi fu l’importazione di nuove specie di rose, tra cui ricordiamo la Rosa indica e la Rosa burboniana, capostipiti rispettivamente delle “rose-tea” e delle “ibride rifiorenti”. Dopo il diciannovesimo secolo, questa coltura ha subito continui rinnovamenti dando vita a nuove forme, fino ad arrivare alla vertiginosa cifra di circa quindicimila varietà coltivate nel Mondo, per i fiori recisi, per il giardino e anche se in minor parte, per l’estrazione del profumo.

 

Le Rose

 

Allo stato spontaneo le specie selvatiche sono ancora visibili nei boschi, nei luoghi sassosi dal mare alla montagna, talvolta sfuggite alle coltivazioni e naturalizzate (puoi anche leggere come coltivare le rose). Le rose, sono arbusti della famiglia delle Rosacee, con rami generalmente muniti di robuste spine ricurve verso il basso. Le foglie sono imparipennate, composte da circa cinque-sette foglioline ovali. Le foglie sono inoltre dentate, lucide nella parte superiore e pallide al rovescio. I fiori, solitari o in coppia, sbocciano tra maggio e giugno e sono portati da uno stelo terminante in alto con un ricettacolo a forma di anfora.

Essi sono formati da cinque sepali verdi e da cinque petali di color carne o più chiari, che fanno corona a numerosi stami e pistilli. Il frutto, globoso e rosso, detto cinorrodio, è ripieno di acheni. Rosei o bianchi sono i fiori della Rosa di macchia, mentre nelle località aride ed assolate è facile trovare, a fiori bianchi, la Rosa arvensis. La Rosa gallica ha fiori rosa vivo intensamente profumati e, a livelli altitudinari più elevati, troviamo una rosa senza spine chiamata Rosa alpina.

Da queste specie selvatiche, spesso ancora usate come portainnesti, e da quelle importate dall’Oriente, si sono sviluppate le meravigliose creazioni che è possibile ammirare oggi, ottenute dapprima per fecondazione incrociata e più recentemente per ibridazione selettiva operata da esperti floricultori.

 

Rose vecchie e rose moderne

La rosa, viene classificata in due diverse tipologie: rose vecchie e rose moderne, ma cerchiamo di capire le differenze.



Le “rose vecchie” sono generalmente indicate con la nomenclatura binomia latina, e famosa è, tra queste, la Rosa chinensis o Rosa della Cina o del Bengala, progenitrice della maggior parte delle varietà a fioritura continua. E’ un arbusto che richiede una buona esposizione ad ha fiori profumati, su rami rossicci e con poche spine.

Originaria del Giappone è invece la Rosa rugosa, adatta soprattutto per siepi, in terreni magri e sabbiosi, e con molte varietà rifiorenti e profumate. La Rosa spinosissima, per la spinosità dei rami, è adatta a formare macchie fitte. Ne derivano forme che portano, dall’inizio dell’estate all’autunno, fiori molto profumati. Piante a fiori pure intensamente olezzanti, grandi e a molti petali, derivano dalla Rosa centifolia, che ha gli steli floreali ed il calice spesso cosparsi di piccoli aculei molli ed è perciò detta comunemente Rosa borracina. Diffuse nei giardini sono le varietà di Rosa burboniana, sotto forma di graziosi arbusti con fiori somiglianti alle camelie e profumati. E l’elenco potrebbe continuare con la Rosa a mazzi, detta anche rosa multiflora, che ha corimbi di fiori rosei riuniti in mazzetti, con la Rosa francese dai fiori essi pure olezzanti, con la Rosa di Damasco, i cui fiori isolati e pendenti hanno un profumo molto gradevole.

Le rose moderne, invece sono derivate da ibridazione, vengono divise in due diversi gruppi: le rose ibride e le floribunde. Le prime, indicate con il simbolo H.T., derivano dall’incrocio di due varietà famose, le rose ibride rifiorenti e le rose tea, a loro volta derivanti dalle specie selvatiche Rosa indica e Rosa burboniana. Le ibride rifiorenti sono così definite perché fioriscono sia in estate che in autunno, mentre le rose tea devono il nome al loro profumo simile all’aroma del tè e delle camelie.

Occorre specificare però, che oggi col termine di rose tea ibride si intendono generalmente tutte le varietà a fiori grandi e con molti petali, adatte a decorare aiuole.

La storia delle Rose floribunde, indicate col simbolo Flori, è più complessa. Oggi con questo termine si intendono le varietà da giardino con fiori a mazzetti, non molto belli singolarmente, ma d’effetto se radunati insieme nelle aiuole. In genere sono rosai con fiori semplici, a cinque petali, o semidoppi, con doppia serie di petali, abbastanza robusti e facili da coltivare. Esse deriverebbero dall’incrocio di rose nane dai grandi corimbi di piccoli fiori, note come “Polyantha pompons” con varietà di tea ibride. Oggi le varietà di floribunde vengono incrociate con la tea ibride ottenendo forme con fioritura a mazzetti, ma con pochi fiori grandi e pieni. Esse hanno denominazione incerta e sono dette in America “gran diflore”.



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