Origini della Cartomanzia e Storia dei Tarocchi

Tarocchi


Storia dei Tarocchi

Parcometro che oggi tratteremo in questo articolo ha a che fare con le origini storiche della cartomanzia. Logicamente per praticare quest’arte, la cartomanzia, sarà necessario utilizzare le carte dei tarocchi. Utilizzando le carte sarà possibile unire tutti gli elementi dell’universo in un unico punto, come se volessimo unire il microcosmo ed il macrocosmo.

Il mazzo delle carte che viene solitamente utilizzato dai cartomanti viene detto mazzo dei tarocchi. Il mazzo più antico mai conosciuto era composto da 22 carte che raffiguravano gli arcani maggiori. Tale mazzo risale al periodo del 14º secolo. Proprio come le carte moderne erano presenti, oltre agli arcani maggiori, gli arcani minori. Si tratta di ulteriori 50 si carte divise in quattro serie da 14 carte ciascuna. I simboli rappresentati dagli arcani minori erano quelli che sono ancora tutt’oggi raffigurati come i bastoni, le coppe, i denari e le spade.

Se dovessimo utilizzare un mazzo di carte francesi per effettuare la lettura dei tarocchi gli arcani minori saranno rappresentati dalle carte di fiori, dei cuori, delle picche e dei quadri. Ogni serie di carte e composta da 10 carte numerate e da quattro carte che rappresentavano le figure presenti a corte ovvero il re, la regina, il cavaliere ed il fante.

Quando si iniziò a parlare di cartomanzia?

Nel 1781 gli studiosi iniziarono a pensare che le origini dei tarocchi e quindi anche quelle della cartomanzia risalissero al periodo degli egiziani. Uno studioso francese suppose addirittura che le carte dei tarocchi non erano altro che l’opera letteraria più antica del mondo. Probabilmente i tarocchi furono l’unica opera o una delle poche che si salvarono dal grande incendio che avvenne nella biblioteca di Alessandria. Gli studiosi che ritengono che le origini della cartomanzia derivino dagli antichi egizi sono sicuri di aver individuato in alcune piramidi delle raffigurazioni che sono molto simili al 22 arcani maggiori.

Ulteriori giochi come quello dei dadi e quello degli scacchi probabilmente hanno poi influito nel corso degli anni sulle modifiche delle prime carte dei tarocchi per farle diventare quelle che oggi ben conosciamo. Da queste modifiche possiamo intravedere che i numeri da uno a 10 probabilmente sono stati ispirati dal gioco dei dadi mentre le figure presenti nel mazzo di carte sono state probabilmente ispirate dal gioco degli scacchi. I quattro semi ossia i bastoni, le spade, le coppe e i denari vanno a sostituire quelli che da sempre sono stati considerati i quattro elementi primari ossia l’acqua, il fuoco, la terra e l’aria.

I bastoni ad esempio della cartomanzia andavano a rappresentare le tipica arma del contadino e può essere quindi paragonata all’azione e quindi è l’elemento del fuoco. Le coppe invece vengono interpretate come gli antichi vasi sacri utilizzati dal clero pertanto vanno a sostituire l’elemento dell’aria, come se fosse la casa dello spirito. E spade invece vanno a rappresentare stile impugnava ossia l’esercito, di conseguenza venivano indicate come la rappresentazione della lotta e identificate come l’elemento dell’acqua. L’ultimo seme, i denari, andavano a rappresentare tutte le attività legate al commercio e quindi vanno a sostituire l’elemento della terra. Come già detto, i quattro semi erano rappresentati sia da carte numerate da uno a 10 che da quattro figure che altro non erano che le principali persone che popolavano i castelli dell’epoca: il fante, cavaliere, la regina ed il re.

Ma la storia della cartomanzia continua e si arriva quindi al periodo del medioevo. Il mazzo più antico mai ritrovato, quello a cui ci riferiamo all’inizio di questo articolo, è conosciuto con il nome di tarocchi di Carlo VI. Probabilmente tale mazzo fu ideato per divertire e distrarre il re dalla quotidiana vita di corte. Probabilmente sin dalla loro ideazione le carte dei tarocchi hanno avuto sempre un significato divinatorio, o meglio venivano utilizzate per cercare di comprendere al meglio tutto quello che gira intorno ai procedimenti divinatori.

 

I tarocchi della zingara

Non possiamo parlare della storia della cartomanzia senza parlare anche degli zingari. Sono stati proprio loro a diffondere i tarocchi in tutta Europa a partire dal medioevo. Essendo le zingare appartenenti a popolazioni nomadi sono riuscite a diffondere dall’est Europa al Nord Europa la cartomanzia.

Quest’arte divinatoria, ossia la facoltà di individuare il significato divinatorio dalla lettura dei tarocchi, è stata tramandata da zingara a zingara nel corso dei secoli. Molto spesso infatti possiamo vedere i film ambientati in quell’epoca tipica zingara cartomante che si prepara ad effettuare il suo consulto.

La caratteristica tipica della cartomante zingara nell’epoca è rappresentata dal fatto che era sempre circondata da un gatto, da una civetta, da un rospo e da una grande sfera di cristallo che utilizzata insieme alle carte dei tarocchi le consentiva di vedere passato presente e futuro di chi richiedeva il suo consulto.